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Elena71

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  1. Grazie mille gentilissimo Professore per la Sua preziosa risposta e per avermi rassicurata. Cordiali saluti.
  2. Gent.mo Professore, lunedì 16 novembre mi sono sottoposta ad un controllo dermatologico per la macchia che le avevo segnalato nel post precedente risalente a luglio. Si tratta di una cheratosi seborroica, ma la dermatologa ha notato, sempre sul ventre, un neo infiammato di circa 4 mm. Una decina di giorni prima della visita, in prossimità del neo (che presumo ci sia sempre stato ma avendone tantissimi non ne ho la certezza), proprio sul suo margine inferiore, è comparso quello che io credo sia stato un foruncolo. La zona si era arrossata, era dolente e un po' gonfia anche al tatto. Ho stupidamente spremuto la papula ed è uscito il classico pus. Da quel momento il dolore è scomparso e a poco a poco anche il gonfiore. Però al momento della visita, siccome la lesione si stava ancora cicatrizzando, la dermatologa non è riuscita ad identificarla. Mi ha medicata con della pomata antibiotica e mi ha detto che mi rivedrà a metà dicembre. Il rossore permane anche se è leggermente diminuito ma non di molto (la zona arrossata,che comprende all'interno anche l neo, è di circa 6 mm). Al tatto il neo e tutta la zona arrossata si riescono ancora a percepire ma solo leggermente. Sono preoccupata per il persistere del rossore e non so se sia indice di qualcosa di importante o se sia per il fatto che ho la pelle estremamente delicata. Come ho precisato nel post precedente, su tutto il corpo ho diversi nevi melanocitici (in quest'ultimo controllo ne è stato segnalato uno di tipo discromico di 4.5mm sulla schiena), alcuni nevi dermici, agiomi rubini multipli, un nevo blu regressivo, dermatofibromi e cheratosi seborroiche. Ho 49 anni, la pelle molto chiara e non prendo mai il sole, però da bambina tutte le estati andavo al mare e soffrivo sempre di eritemi solari nonostante mia madre mi applicasse con creme ad alta protezione. Desidererei molto un Suo parere: Le sembra una lesione pericolosa? Il controllo a metà dicembre è troppo avanti? Se fosse una lesione maligna, pensa che l'eventuale rimozione sarebbe risolutiva? Le invio due immagini scattate con luce diversa. La ringrazio infinitamente. Cordiali saluti.
  3. Gent.mo Professore, approfitto nuovamente della Sua sempre cortese disponibilità: circa un mese e mezzo fa ho notato sul ventre una sorta di macchia che diagonalmente misura quasi 1.5 cm, non so se si tratti di un nevo o di altro. La superficie è leggermente ruvida e centralmente ha un colore un po' più scuro. Su tutto il corpo ho diversi nevi melanocitici (che nell'ultimo controllo risalente a 3 anni fa non presentavano atipie), alcuni nevi dermici, agiomi rubini multipli, un nevo blu regressivo, dermatofibromi e cheratosi seborroiche...insomma un po' di tutto. Questa nuova "macchia" è però diversa: è più grande come dimensioni rispetto a tutte le altre "lesioni" ed il colore è più chiaro. A causa delle problematiche legate all'emergenza Coronavirus mi è stato programmato un controllo dermatologico fra tre mesi. Dall'aspetto ritiene sia una lesione pericolosa? Posso attendere questo tempo o mi consiglia sia opportuno mi attivi per anticipare tale data? Ho quasi 49 anni, la pelle molto chiara e non prendo mai il sole, però da bambina tutte le estati andavo al mare e soffrivo sempre di eritemi solari nonostante mia madre mi applicasse con creme ad alta protezione. La ringrazio molto e La saluto cordialmente, Elena
  4. Grazie infinite Professore! Ora sono tranquilla, ci tenevo molto ad avere una Sua rassicurazione. Peccato veramente che ci siano medici cosi' poco professionali come quello di ieri, i quali magari a causa di attriti con i colleghi sfogano il loro astio sui pazienti creando in loro ansie infondate e mettendo in cattiva luce il lavoro altrui per il semplice gusto di screditare coloro con cui non vanno d'accordo... Auguro a Lei ed a tutto il Suo Staff una buona estate.
  5. Gent.mo Professore, La disturbo nuovamente per una conferma. Oggi ho fatto la mia solita visita di controllo dei nei alla quale, come ho specificato, mi sottopongo ogni 18 mesi circa. Purtroppo non c'era la solita dermatologa, ma un suo collega. Questo medico ha letto il referto istologico relativo all'asportazione risalente allo scorso marzo dei due nevi verrucosi di cui ho parlato precedentemente in questo post e mi ha detto che pur trattandosi di nei "benigni" non si puo' garantire non evolvano nel tempo in qualcosa di maligno e che secondo lui dovrei sottopormi ad un nuovo intervento per asportare completamente le due lesioni dato che i loro margini non cadevano in tessuto sano... mi ha addirittura terrorizzata dicendomi che un suo giovane paziente fosse morto proprio per un problema come il mio...e non contento mi ha assicurato che proprio a causa della mancata asportazione totale sicuramente i nevi ricresceranno! Ho chiesto se fosse possibile evitare l'intervento semplicemente monitorando la zona interessata (che ormai soprattutto sul lato sx e' persino difficile individuare dove sia la cicatrice!) attraverso dei controlli dermatologici magari a cadenza annuale, invece ha precisato che cio' non fosse possibile perche' queste lesioni una volta asportate se evolvono non danno segni a livello della pelle, come invece fa un neo. Gia' sono una persona ansiosa...ora questo medico mi ha proprio messa k.o. La visita che mi ha fatto e' stata sommaria rispetto alle precedenti eseguite dalla sua collega...mi ha dato l'impressione di essere poco professionale perche' ha piu' volte criticato l'operato dei colleghi. Ha insistito tanto sulla necessita' di un allargamento dei margini ma poi non ha voluto redigerne la richiesta e mi ha scaricata dicendomi di farmela scrivere dal mio medico di base, quando per legge (almeno nella mia Regione) se si fa una visita che NON sia in regime di libera professione, lo specialista redige direttamente lui la ricetta (quella rossa) per ulteriori accertamenti e/o interventi... Cosa ne pensa Professore? Mi consigli per favore sul dafarsi. Il Suo parere e' per me molto prezioso. La ringrazio moltissimo fin d'ora.
  6. Grazie mille per la Sua gentile risposta. Nell'ospedale della mia Provincia le asportazioni di lesioni del viso e del collo sono di competenza del reparto di chirurgia maxillo-facciale...anch'io non ne capisco il motivo, soprattutto per il fatto che quando poi si viene convocati per il ritiro del referto istologico, il chirurgo rimanda nuovamente il paziente dal dermatologo in quanto dice che deve essere lui a discuterlo con il paziente ed a consigliarli un eventuale follow-up...forse c'e' un po' di disorganizzazione. Circa invece il problema del neo: se per questioni "estetiche" venisse eseguita, come per gli altri due del collo, un'asportazione limitata ed nell'istologico i margini di resezione presentassero ancora segni di lesione esiste il rischio che il neo si riformi o che le cellule rimaste degenerino in qualcosa di pericoloso a causa del fatto che con l'intervento il neo e' stato in qualche modo traumatizzato e non asportato completamente?
  7. Gent.mo Professore, La disturbo nuovamente per chiederLe un Suo parere. Oltre ai due nevi verrucosi di cui ho Le ho scritto nel mio precedente post, ne ho un terzo, sempre definito dalla mia dermatologa come "nevo dermico in quiete", nel canto interno occhio destro di ca. 0.6 mm di diametro, del quale Le invio una foto. Come per gli altri mi e' stata suggerita l'asportazione per soli motivi funzionali. Infatti pur non dandomi nessun fastidio, se in futuro dovessi portare degli occhiali sarebbe un problema, inoltre con gli anni e' aumentato di dimensioni... Il chirurgo maxillo-facciale che mi ha visitata prima dell'intervento sui due nevi del collo pero' mi ha al contrario sconsigliato l'asportazione di questa lesione in quanto secondo lui ci sarebbe il rischio che la pelle della palpebra dopo la cicatrizzazione tenda a tirare verso la ferita. Il medico (un altro chirurgo maxillo-facciale), invece, che ha eseguito l'asportazione dei due nei verrucosi, ritiene non ci siano rischi... Il nevo attuale e' veramente brutto esteticamente ma una palpebra storta e' ancora peggio. Qui nel Forum ho letto che, quando serve togliere un neo, Lei consiglia di eliminarlo chirurgicamente ritenendo le distruzioni con laser o altre metodiche termiche pericolose. Cosa quindi mi suggerisce di fare nel mio caso?
  8. La ringrazio moltissimo per la Sua risposta. Questo forum e' davvero una bella iniziativa ed il servizio che Lei con il Suo staff fornite e' preziosissimo. Grazie nuovamente Un cordiale saluto.
  9. Gent.mo Professore, ho 45 anni, ho la pelle molto chiara e ho diversi nevi. Li faccio controllare periodicamente (circa ogni 18 mesi). In passato ne ho asportati alcuni a scopo preventivo (nevi displastici di tipo giunzionale e di tipo composto). Il mese scorso ho deciso di togliere due nevi che avevo sul collo fin da ragazzina. La dermatologa li ha definiti "nevi dermici in quiete" dicendo che potevo asportarli se lo desideravo ma solo per motivi funzionali. Siccome erano davvero brutti esteticamente (marroni e moriformi) e tendevano a crescere ho scelto di procedere con l'intervento che e' stato eseguito in maniera tradizionale con il bisturi. Oggi ho ritirato il referto istologico ma sono un po' preoccupata: "Cute della regione laterocervicale destra (1) e sinistra (2) (escissione di neoformazioni multiple): Nevi melanocitici intradermici di tipo verrucoso, con zonali aspetti di neurotizzazione (1-2). Entrambe le lesioni sono presenti in corrispondenza dei margini di resezione. Sono delle lesioni pericolose? Cosa si intende per "neurotizzazione"? Le altre volte che mi erano stati asportati i nevi, i margini erano sempre in tessuto sano, questa volta invece pare di no: e' opportuno ripetere l'intervento per allargare i margini? Sono molto in ansia perche' la mia dermatologa e' in ferie e quindi spero di ricevere da Lei, gentilissimo Professore, dei chiarimenti. La ringrazio fin d'ora.
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